
All’interno del sito archeologico di Paestum, nei pressi del museo e del Palazzo Vescovile, sorge la chiesa della SS. Annunziata.
La struttura originale della chiesa risale al V secolo d.C. e, contrariamente da ciò che ci appare oggi, fu concepita come cosiddetta basilica “aperta”, ovvero caratterizzata da una sola aula absidata preceduta da un quadriportico con pilastri sul fronte.
Sarà a partire dal VI secolo che Paestum, da colonia romana, diventerà sede vescovile con la diffusione della fede cristiana; dunque, la basilica assumerà continuamente nuove fattezze attraverso i restauri.
Nel XII secolo, l’abside originale venne divisa in due absidi laterali, divise inizialmente da tre navate delineate da due file di sei colonne con capitelli realizzati con materiale di spoglio, fatta eccezione per le due colonne antistanti il presbiterio. La navata centrale è illuminata dalle quattro finestre dei muri longitudinali, mentre le due navate laterali dalle sei piccole finestre dei muri laterali.
La SS. Annunziata attraversò lunghi periodi di degrado, raccontati dalle fonti del ’500 che la descrivevano come “asprissima” e dalle condizioni precarie. Fu infatti il vescovo Odoardi che, nel ’700, intervenne sull’edificio alzandone il pavimento e inglobando le colonne nelle nuove strutture per dare spazio a nuovi altari e cappelle, alterando la percezione originale della basilica.
L’intervento che riporterà alla luce quello che conosciamo come l’antico aspetto dell’Annunziata avviene nella seconda metà del ’900, grazie ai lavori di restauro che hanno riportato il pavimento quasi due metri più in basso (vicino all’altezza originaria); restano così visibili delle caratteristiche dell’abside del V secolo.
La SS. Annunziata, con i suoi cambiamenti, va letta dunque come testimonianza graduale di un passaggio dal mondo greco-romano al nuovo orizzonte del cristianesimo, che non decide di spazzare via le origini della comunità da un momento all’altro ma, come testimoniano la presenza di una struttura absidata, colonne, capitelli, materiali di spoglio, ecc., si rimodella di fronte a una nuova visione della comunità.
Importante precisazione da attribuire alla SS. Annunziata è l’accezione che le è stata data di “basilica paleocristiana”, termine sviluppato probabilmente per indicare una primitiva comunità cristiana di pestani che però, al contrario di ciò che si pensa, non praticava i propri riti religiosi nell’Annunziata, bensì nel tempio di Atena; dunque, nonostante la datazione della costruzione dell’edificio e le varie mutazioni strutturali che ha assunto, è convenzionalmente errato definirla come tale.

